(Austria, Germania, 2008) Animazione
“Lissy principessa alla riscossa” è uno dei pochi tentativi dell’animazione europea di contrastare lo strapotere statunitense. Il risultato è grazioso, anche se non entusiasmante. Infatti, seppure l’animazione sia davvero notevole per tecnica e risultati, è la sceneggiatura a lasciare un po’ a desiderare. Ciò è probabilmente in parte dovuto al fatto che il film trae ispirazione da una serie di scenette andate in onda con grande successo sulla tv austriaca, interpretate da due attori comici locali cheimpersonavano l’imperatore Francesco Giuseppe e l’imperatrice Elisabetta facendo il verso alla popolarissima trilogia di film diretti da Ernst Marischka e interpretati da Romy Schneider.
In Italia, mancando l’ispirazione originale, si fatica un po’ a comprendere il senso dell’operazione: tutto quel continuo chiamarsi dei due protagonisti, che oltralpe è diventato un simpatico tormentone, qui risulta un po’ fuori luogo, soprattutto per chi non ha mai visto i film, o meglio ancora, le scenette.
Le battute del copione sono un po’ grevi, come piace al pubblico tedesco. E’ chiaro fin da subito, comunque, che si tratta di una parodia bella e buona dei film di Marischka che poco o nulla ha a che fare con la vera figura dell’imperatrice Elisabetta: il personaggio del feldmaresciallo, corrispondente al colonnello Bokl del film, e dell’arciduca Francesco Carlo parlano chiaramente. Così come la citazione di alcune scene memorabili: la caccia nel bosco con la coppia imperiale che trotterella da un albero all’altro per sparare a un pattinatore sul ghiaccio sfotte chiaramente la scena in cui Romy Schneider va a caccia di galli cedroni con Gustav Knuth (il duca Max).
Per non parlare della terribile arciduchessa Sofia, qui trasformata in una strega di disneyana ispirazione. Molto divertente anche la parodia della vita di corte: l’imperatore gioca a golf con le palline di cioccolato e rifiuta la pace con la Prussia solo perché il kaiser ha inviato il dispaccio senza francobollo per la risposta. Oppure quando Lissy arriva a Neuschwanstein e suona al campanello dicendo “Sono la cugina del re, la Lissy!”.
Nel castello trova re Bussy (Ludwig), qui trasformato in una specie di buzzurro lassista col mal di denti (la citazione in questo caso è davvero dotta), che nel vedere lo Jeti che ha rapito Lissy afferma: “Ehi Franz, come mai hai quell’aria così di cacca?”. Che dire del fatto che alla fine Franz regala a Lissy una suoneria ungherese per il cellulare o che l’arciduca Francesco Carlo se la spassa con la vecchina che sta chiusa nel navigatore della carrozza imperiale mentre la moglie, l’arciduchessa Sofia, se la intende con Bussy (Ludwig) in carrozza? Un bel guazzabuglio imperiale che però è divertente solo a intermittenza perché, purtroppo, a prevalere sono battute un po’ troppo grevi e sciocchine che fanno ridere solo a denti stretti.
La storia è improbabile: uno Jeti fa un patto col Diavolo promettendo di portargli la donna più bella del mondo. Lissy viene così rapita dal bestione costringendo l’imperatore (con immancabile madre al seguito) a partire alla ricerca della moglie. Il doppiaggio italiano soffre molto della sgradevole voce che Lorella Cuccarini impone alla protagonista parlando in un falsettino afono che alla lunga dà davvero sui nervi: nelle scenette a cui si ispira il film l’attore parlava che interpretava Sissi parlava in falsetto... ci si chiede perché non si sia preferito ricorrere allo stesso espediente. Voto: 6.