( Monaco di Baviera , 30 agosto 1808 – Monaco di Baviera , 25 gennaio 1892 )
Ludovica Guglielmina, principessa reale di Baviera, è una delle cosiddette “Sorelle Wittelsbach”, figlie di Massimiliano I Giuseppe, primo re di Baviera, e della sua seconda moglie, Carolina di Baden, ragazze bellissime che con il loro fascino conquistarono tutta Europa.
Non è un caso, infatti, che ognuna di loro sia stata destinata a un matrimonio brillante e coronato: Elisabetta è regina di Prussia, Amalia e Maria regine di Sassonia e Sofia arciduchessa d'Austria, madre del futuro imperatore Francesco Giuseppe. Solo a Ludovica viene impedito di diventare regina sposando, come le sarebbe piaciuto, il giovane Miguel de Braganza destinato a salire al trono lusitano. Purtroppo il destino, o meglio il padre, ha per lei ben altri programmi: al fine di riavvicinare il ramo della famiglia reale con quello ducale, ed evitare una cospicua dispersione di capitale, il padre l'ha destinata al cugino di secondo grado Massimiliano Giuseppe, rampollo del ramo ducale della famiglia. In realtà è stato il destino a decidere, perché Massimiliano era già stato promesso alla sorella maggiore Massimiliana Giuseppa Carolina, che però è deceduta prima del fidanzamento. Il loro matrimonio, celebrato sul Tagernsee il 9 settembre 1828, non si potrà certo definire un'unione baciata dall'amore.

Ludovica non prova nessuna attrazione per quel giovanotto con la testa tra le nuvole, mezzo rivoluzionario, sempre impegnato con amici di ogni estrazione sociale a parlare di viaggi in terre lontane e soprattutto completamente disinteressato agli affari dinastici. E' assai probabile che Ludovica si senta inferiore alle sorelle regine: è l'unica che ad essere retrocessa di grado: da principessa reale a semplice duchessa “in” Baviera senza nessun ruolo a corte.
Dopo i primi anni di matrimonio, passati a vedere il marito sempre in viaggio e impegnato a spassarsela con contadinelle e ballerine, Ludovica decide però di riprendersi ciò che le spetta riversando le sue ambizioni sulle figlie. Quando Elena , la più grande, è in età da marito Ludovica comincia a tempestare di lettere la sorella Sofia , che a sua volta è in cerca di una pulzella di sangue blu, ma soprattutto cattolica, da dare in sposa al figlio imperatore. Quando tutto viene organizzato per far incontrare i due a Bad Ischl, nell'agosto del 1853, Ludovica gioca tutto e per tutto. Può appartenere solo alle favole l'idea che la duchessa si sia portata dietro anche la secondogenita Elisabetta per puro caso: nei piani dell'astuta Ludovica è già tutto prestabilito. La passione di Francesco Giuseppe per le donne di carattere e le ragazze sveglie è troppo nota in tutta Europa perché Ludovica si lasci convincere che Elena , più dimessa e pacata dell'esuberante Elisabetta, possa conquistarlo al primo colpo. Elisabetta rappresenta una seconda scelta interessante e, comunque, c'è sempre il fratello minore dell'imperatore, Carlo Ludovico, con cui la giovane aveva fatto amicizia anni addietro durante una visita a Innsbruck. Il destino vuole infatti che l'imperatore si innamori di Elisabetta, trascurando completamente la bella Elena . Per Ludovica è una vittoria totale. Da quel momento in poi la vita di Ludovica, e quella delle sue figlie, cambia improvvisamente: il tenore di vita della famiglia ducale subisce un radicale cambiamento poiché tutti gli occhi sono puntati su quella famigliola quasi borghese che ama trascorrere le estati nel piccolo castello di Possenhofen e gli inverni a Monaco tra concertini privati e spettacoli da circo. Una volta sposata Sissi, per Ludovica è quasi un gioco da ragazzi mettere “in pista” le altre figlie. Elena , dopo aver subito l'onta di essere rifiutata dall'imperatore d'Austria, trova conforto sposando il principe di Thurn und Taxis, non una testa coronata ma pur sempre il rampollo di una delle famiglie nobili più antiche e ricche di Germania. Maria Sofia diventerà regina delle Due Sicilie sposando Francesco di Borbone, erede al trono napoletano. Matilde sposerà il fratello di quest'ultimo, Luigi conte di Trani, mentre Sofia Carlotta, dopo uno sventurato fidanzamento con il re di Baviera, Luigi II, andrà in sposa al duca d'Alençon.
Ludovica, amatissima dalle figlie e da tutti i familiari, affettuosamente chiamata “Louise”, è da considerarsi la vera artefice del successo sociale delle figlie, e quindi l'involontaria giustiziera della loro felicità. A parte Elena , che sposa un uomo di cui è follemente innamorata, si può dire che le altre figlie siano sacrificate a matrimoni infelici destinati a naufragare nel giro di pochi anni. Anche i suoi figli maschi, seppur in maniera minore, devono subire gli obblighi di essere diventati cognati dell'uomo più potente d'Europa, anche se decisamente più fortunati delle sorelle. Solo Luigi, il maggiore, deve rinunciare al titolo alla primogenitura per sposarsi con l'amata Enrichetta Mendel, attrice di teatro appositamente nominata baronessa Wallersee.
Donna caparbia e risoluta, Ludovica dovette tenere le redini della famiglia invece del disinteressato consorte, amministrando un patrimonio ingente ma sperperato da un marito poco attento all'economia famigliare. Nonostante quel che si può pensare, non fu però una donna altera e sfrontatamente ambiziosa, ma al contrario una dama gentile dai modi molto semplici. Adorava i suoi volpini e li teneva sempre in grembo scandalizzando le dame di compagnia della figlia imperatrice togliendo le pulci dal loro mantello per poi schiacciarle con l'unghia del pollice sul piatto! Fu madre generosa di consigli e di aiuti, sempre vicina alle figlie anche nei momenti più difficili. Molti furono i viaggi per correre in aiuto della figlia Elisabetta durante i momenti di profonda depressione, come quando nel 1861 si recò a Venezia per tenerle compagnia. Nonostante fosse torturata da frequenti e dolorosissimi mal di testa che spesso le impedivano perfino di camminare, non mancò mai ai propri doveri. Morì all'età di 83 anni, nel 1892 , a seguito di un attacco di bronchite. I giornali riportarono che la bara fu tumulata nella cappella del castello di Tegernsee, accanto a quella del marito, da diciassette nipoti e quindici pronipoti.